Un futuro con più investimento in educazione (Texto in Italiano)

Matteo Conci

“Futuro” é stata una delle parole piú significative di questo summit. “Il futuro che vogliamo” é il titolo del documento ufficiale, “il futuro che non vogliamo” quello del controdocumento prodotto dalla Cupola dei Popoli. Di futuro si parla quando si pensa alla transizione verso l’uso di risorse rinnovabili. E quando  si parla di futuro non lo si puó fare prescindendo dalle nuove generazioni. Cosí, molte conferenze e eventi paralleli trattano il tema dell’educazione. Una di queste vede sul tavolo dei relatori diverse agenzie dell’ONU: rappresentanti dell’UNICEF, dell’UNESCO e dell’UNEP condividono idee e progetti per rilanciare dal basso lo sviluppo sostenibile.

Dall’incontro emergono due grandi questioni. La prima riguarda  l’importanza fondamentale dei progetti di educazione sui bambini per trasformare la società. I progetti dell’Eco School Foundation, ad esempio, insegnano ai bambini come risparmiare energia e acqua, come utilizzare i trasporti sostenibili, come gestire i rifiuti.  I bambini portano poi queste eseperienze a casa ed educano in questo modo una famiglia. E questo porta all´educazine di una comunitá.

La seconda questione é più complessa e riguarda la creazione di strutture per lo scambio di conoscenze e buone pratiche sui molti progetti che, a livello locale, funzionano spesso in maniera egregia. La questione é complicata perché quello che funziona in una determinata situazione potrebbe non essere altrettanto efficiente in un’altra. Ma non possiamo pensare di costruire un´educazione globale senza mettere in rete i progetti locali. Per questo si sta studiando anche un sistema per inserire lo sviluppo sostenibile all’interno dei programmi scolastici, non come materia a se stante, ma come “chiave di lettura” trasversale alle altre materie.

La questione dell’educazione si spinge poi anche verso altri due aspetti. Da una parte il riconoscimento del ruolo fondamentale dell´educazione informale (ovvero quella non scolastica), dall’altra l’importanza di estendere questo concetto anche all’educazione universitaria. Fino a quando gli economisti studieranno il paradigma della crescita infinta e gli ingegneri quello della produttivitá (e non quello dell’uso efficiente delle risorse) ci condanneremo ad uno sviluppo non sostenibile.

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