“Siamo davanti ad un nuovo apartheid” (Texto in Italiano)


In contrapposizione alle negoziazioni ufficiali di Rio+20, si alza alla cupola dei popoli la voce unita delle reti sociali che non credono nel modello di economia verde promosso dall’ONU e propongono una transizione verso un nuovo modello basato su nuovi principi come la giustizia ambientale e sociale e la democratizzazione dello sviluppo.
Il 19 di giugno diversi protagonisti di movimenti sociali hanno condiviso le loro idee in una sala gremita di giovani, nel corso di un incontro promosso da Rigas, la rete italiana per la giustizia ambientale e sociale.
Padre Zanotelli parla del coinvolgimento dei giovani nel processo politico e ci racconta della sua esperienza con i bambini. Crede che arrivare ai giovani sia difficile perché sono già prigionieri del sistema sociale ma ci spiega l’importanza dell’educazione dei bambini per la creazione di una coscienza ambientale nella società. Educare i bambini al rispetto per l’ambiente è un’educazione che penetra, per cui si ottengono buoni risultati. E’ importante educare gli educatori ed educare i bambini ad apprezzare la bellezza della natura attraverso nuovi metodi pedagogici che coinvolgano il bambino con l’ambiente naturale in una relazione totalmente paritaria: il bambino potrà così abbracciare gli alberi, guardare le foglie nei boschi…interiorizzare la natura.
Quando gli chiediamo come vede la contrapposizione tra i vertici delle negoziazioni ufficiali e dei movimenti sociali ci dice che “oggi il mondo vive un nuovo apartheid che separa i ricchi dai poveri e la divergenza tra le due realtà a Rio è lo specchio di quest’apartheid. L’importante però è non fare solo critica ma parlare, informarsi, prendere coscienza, creare piccole cellule che si uniscano per formare cittadinanza attiva”. E’ convinto che la trasformazione debba nascere dal basso con le comunità locali che devono fare pressione politica sulle realtà di potere più alte. I movimenti sociali devono crescere e rafforzarsi perché sono loro che fanno la vera politica e senza un popolo che appoggia e spinge gli ideali politici non ci può essere trasformazione. Per questo dobbiamo essere onesti, puntare sull’educazione, sull’informazione e sulla parola per allargare l’inclusione delle reti sociali e partendo dal basso incidere sulle decisioni politiche che vengono dall’alto.

By Giovanna Sartori e Daniele Saguto

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